PROGETTO MEFORPLANET AL TEMPO DEL COVID19

PER COSTRUIRE NUOVE CITTA’ SOSTENIBILI E
NUOVI DIRITTI UMANI MENTRE SI COMBATTE LA PANDEMIA

La sostenibilità conosce ormai diversi “angoli visuali” che devono tutti essere ben conosciuti: dalla sostenibilità ambientale ed antropica, a quella urbanistica, per giungere a quella sociale, finanziaria, alimentare ed etica. Intorno a ciascuno di questi “angoli visuali” si vanno, faticosamente ma inesorabilmente, disegnando, oggi, le basi di nuovi diritti umani fondamentali di ultima generazione che, da subito, devono poter essere pienamente esercitati, in virtù delle garanzie costituzionali che la nostra Repubblica e l’Europa unita riconoscono, insieme a tutto il mondo democratico.

Il covid19 non fa cambiare lo scenario anzi ne rende più urgente l’attuazione.

L’emergenza climatica, così come declinata attraverso l’attuazione concreta dell’Agenda 2030 dell’ONU, impone nuovi comportamenti responsabili da parte di cittadini, imprese, organizzazioni no profit, istituzioni ed autorità a tutti i livelli di governo, oggi ancor più di ieri.

Le azioni da porre in essere sono, ovviamente, diversificate, ma una guida può essere rappresentata già dai 17 goals previsti proprio dalla stessa Agenda 2030, che deve essere conosciuta e diffusa da tutti, a partire dai giovani.

Per poter avviare un processo di cambiamento responsabile sui territori a tutti i livelli di governo esiste ormai un punto di partenza sostanzialmente condiviso: la dichiarazione di stato di emergenza climatica.

Sono diverse, ormai, le realtà anche a livello nazionale che si sono mosse in questa direzione: hanno incominciato a farlo alcuni governi (quello scozzese il 28 aprile 2019) e parlamenti (quello britannico il 1 maggio 2019). Ma soprattutto città come, per esempio, Bologna e Milano in Italia, Londra, Basilea, San Francisco, Melbourne, Edimburgo nel mondo, hanno formalmente già sottoscritto la dichiarazione di stato di emergenza climatica. Questo è di fondamentale importanza perché segna una presa di coscienza e l’avvio di un percorso. In concreto, però, questo primo passo può, poi, significare tanto ma anche nulla. Alla dichiarazione di stato di emergenza climatica devono, nei fatti, far seguito risultati concreti e tangibili, accompagnati da politiche innovative, incisive a 360° ed attivate in modo continuativo, capaci di invertire nel tempo la tendenza in atto e di portare il sistema economico, urbanistico e sociale ad un regime di piena sostenibilità.

Si tratta di implementare strumenti anche a partire dalla realtà più vicina ai cittadini e, quindi, dal proprio Comune, sebbene, in particolare in Italia, sarebbe opportuna un’azione coordinata che parta dal governo centrale nazionale e sia, poi, anche ben supportata dai governi regionali. Occorrono iniziative assunte per decisione dell’autorità pubblica ma, eventualmente, anche attraverso una sollecitazione diretta dei cittadini, in qualche modo organizzati. Le moderne esperienze di democrazia partecipativa consentono e consigliano di attivare i processi di pianificazione urbanistica e di cambiamento sociali, economici e culturali sempre dal basso, attraverso forme di coinvolgimento che garantiscono maggiore condivisione e consapevolezza e, conseguentemente, livelli più alti di concreta attuazione. Si possono elaborare questionari (da adattare alle singole realtà) al fine di avviare, ai diversi livelli di governo, un processo di sensibilizzare sul tema della sostenibilità ed, allo stesso tempo, far emergere, dal basso, possibili soluzioni ai maggiori problemi in campo, da sottoporre, poi, alle autorità competenti per la concreta implementazione.

Occorrono politiche generali e settoriali, oltre che specifici strumenti operativi, incentivanti per i soggetti pubblici e privati, economici e non, per tutti i semplici cittadini.

Questa è una sfida a tutto campo, cruciale per il benessere delle future generazioni. Troppi errori sono stati commessi fino ad oggi e non possono più essere ripetuti: nulla potrà e dovrà essere più tralasciato.

Per questo POLI@LAW ha organizzato un pool di professionisti competenti in grado di accompagnare e supportare, con la necessaria esperienza, costantemente, questi profondi processi di cambiamento relativi alla governance dei territori a tutti i livelli, sia comunale che regionale ma, anche, nazionale: l’obiettivo deve essere quello di favorire nuovi comportamenti virtuosi con nuovi stili di vita sostenibili e, conseguentemente, l’affermazione concreta di nuovi diritti umani fondamentali, individuali e collettivi, da riconoscere ma, soprattutto, garantire nei fatti.

POLI@LAW intende dare il proprio contributo affinché l’Italia e l’Europa, le culle del diritto e della democrazia, possano svolgere a pieno il loro ruolo per invertire rapidamente la rotta ed offrire modelli sperimentati di sviluppo sostenibile utili alla salvezza dell’intero pianeta-Terra. Questa azione costantemente svolta da POLI@LAW è affiancata da un preciso appuntamento annuale: infatti, è proprio in questa prospettiva che si colloca il progetto MEFORPLANET, con cui POLI@LAW, in collaborazione con università ed altri qualificati soggetti, istituzionali, associativi ed economici, intende annualmente, nel mese di maggio, partecipando alle celebrazioni della Festa dell’Europa del 9 maggio, organizzare incontri ed eventi in cui fare il punto sull’emergenza climatica e sulla lotta contro i cambiamenti climatici evidenziando diverse esperienze, a partire da quelle delle città che hanno dichiarato lo stato di emergenza climatica. MEFORPLANET nasce per diventare, nel tempo, anche una vetrina per alcune “best practices” messe in campo nei territori, in Italia ed, auspicabilmente, anche in Europa, da soggetti pubblici e privati in sintonia con l’Agenda 2030: l’idea è di rendere i giovani protagonisti di questo appuntamento annuale, coinvolgendoli direttamente nell’organizzazione dell’evento, insieme a Enti Locali, imprese, istituzioni ed associazioni. Si intende realizzare il progetto MeForPlanet attraverso forme avanzate di partenariato pubblico/privato.

Il luogo simbolo scelto per la presentazione ufficiale della prima edizione 2020 è (non casualmente) TARANTO.

POLI@LAW, oltre a garantire il naturale coinvolgimento di docenti del Politecnico di Milano, in particolare con le sue sedi di Lecco e di Milano, intende infatti organizzare stabilmente a Taranto un evento MEFORPLANET. E’ di grande importanza accendere un faro di attenzione proprio su Taranto, la sua città, il suo territorio, il suo porto, il suo eco-sistema così gravemente compromessi dalla situazione a tutti nota, legata all’impianto siderurgico ex-Ilva. POLI@LAW vuole, in questo modo, contribuire sia a dare una speranza ed un aiuto ad una comunità che non merita di vivere un dramma quotidiano da così lungo tempo sia a far emergere soluzioni innovative in tema di sostenibilità partendo proprio da un caso-studio unico nel suo genere, come è Taranto.

Altre iniziative nel 2020 sono in corso di valutazione, ad oggi maggio 2020, momento in cui il progetto MEFORPLANET e l’iniziativa POLI@LAW, muovono insieme i loro primi passi.

Responsabile di progetto:
avv. prof. Costantino Ruscigno (docente di Diritto Urbanistico – Polimi sede di Lecco)
Specialista in Diritto Amministrativo e Scienza della Pubblica Amministrazione (SPISA – Università Bologna)

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